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Le frasi più belle de “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij

IMG_20170529_175152Colui che mente a  se stesso e presta ascolto alla propria menzogna, giunge al punto di non essere in grado di distinguere alcuna verità né in se stesso, né attorno a sé, e dunque si ritrova a non provare rispetto né per sé né per gli altri. Non rispettando nessuno, smette di amare e quindi, non avendo amore, per occuparsi e distrarsi si abbandona alle passioni e ai piaceri grossolani, e nei propri vizi arriva fino alla bestialità, e tutto ciò per il suo ininterrotto mentire a se stesso e alla gente. (pp. 67)

Se giungerete a una totale abnegazione nell’amore per il prossimo, allora senza dubbio alcuno crederete, e nessun dubbio potrà nemmeno entra nella vostra anima. (pp. 83)

Indagate la vostra menzogna e tenetela d’occhio ogni ora, ogni momento. Rifuggite anche il disgusto verso voi stessa e verso gli altri: quel che dentro di voi vi sembra abominevole, già solo con il fatto d’averlo nominato si purificherà. (pp. 86)

[…] una punizione autentica, l’unica efficace, l’unica che generi timore e pacificazione, che consiste nella consapevolezza della propria coscienza. (pp. 94)

Ma innamorarsi non significa amare. Ci si può innamorare e odiare. (pp. 150)

“Fratello, permettimi ancora una domanda: possibile che ogni uomo abbia il diritto di decidere, guardando gli altri uomini, chi di loro sia degno di vivere e chi ne sia meno degno?”. (pp. 203)


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Poesia da mia sorella

PicsArt_05-05-01.26.26Sembra inutile riflettere

Sul senso della vita.

L’ha scritto Brontë:

“Rivivrò in lui”.

Sei mia sorella.

Se il tempo passa,

Se il mondo cambia,

Cosa m’interessa?

Se io muoio

Continuerò a vivere in te.

Siamo figlie delle stesse persone.

Non m’importa se il cielo è

Grigio, se Cremona è apatica,

Se le mie lotte finiranno

In un soffio.

So che ci sarai tu a portarle

Avanti per me.

Mi emoziono per queste parole,

E la gioia che avrai tu, nel sentirle tue.

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Odio

Il mio umore è vaccillante, basta poco per rendermi vulnerabile, insicura, odiosa, stronza cattiva e meschina. Oggi sto bene, domani  sono una furia, una squilibrata in preda all’odio. 

Oggi ti odio immensamente per la poca considerazione e attenzione che hai per me. Odio quando non apprezzi i miei piccoli gesti e soprattutto il tempo passato insieme fuori dalle mura di casa, fuori dal divano/letto che è diventato la tua fissa dimora. Odio quando ti pavoneggi su come smonteresti questo e quell’altro davanti ad altre persone, mentre in casa tua non hai voglia di dipingere nemmeno una parete. Odio sentirmi a disagio, in imbarazzo quando stiamo insieme ai tuoi amici (e tu lo sai) eppure sembra che io non esista. Odio quando mi provochi e fai tutto ciò che sai mi da fastidio. Odio quando dici che tu non hai bisogno di me, questa non è una provocazione, anzi ci credi veramente.

Ti amavo così tanto che oggi inizio ad odiarti.
Sarà colpa tua, sarà la mia, sarà la mia rabbia repressa che si scatena al minimo accenno.
I miei sentimenti mi governano, non ho più nessun controllo.
Aspetterò fino a Settembre, poi una nuova vita inizierà per me… con te o senza di te!

Poetry

Tempus fugit…

Ho paura che il tempo mi sfugga,

temo di averne già perso tanto e vorrei solo fare ciò che desidero.

Voglio comprare l’albero di Natale e gli addobbi.

Voglio andare in vacanza.

Voglio superare gli esami.

Voglio fare tutto e… il prima possibile!

Temo forse di non poter vivere ancora a lungo?

O voglio spingermi oltre alle mie possibilità?

Questa fretta mi dà quasi fastidio però.

Come se forzassi il corso del mio destino.

Questa è l’unica realtà che conosco,

come sarà dopo la morte non lo so.

Eppure non sempre questa motivazione è sufficiente per agire, muoversi, alzarsi e fare

qualcosa di utile.

Poetry

Ieri Salvatore, oggi Nemico

Chiudo gli occhi perché non è rimasto più niente di bello da guardare. Aprirli è come un pugno nello stomaco. La realtà è la stessa di ieri, ma gli occhi che la osservano non sono più quelli di una volta, quelli pieni di aspettative e di curiosità. Le aspettative sono state disattese, la curiosità si è consumata. 

Occhi delusi, arrabbiati.

Ieri eri il mio Salvatore, oggi sei un mio nemico.

Come se fino ad ora avessi vissuto in una bolla che ormai è scoppiata e ha lasciato dietro di sé guizzi di felicità.  Il tempo delle grandi risate è svanito. Le labbra sono contratte, la bocca contrariata. M’aggrappo ai dolci ricordi e tento di costruire un castello, ma le mura non reggono, con il tempo si sgretolano e ci intrappolano dentro. Beato chi, fra quelle macerie, troverà la fuga.